Inquinamento indoor, cos’è e come ci si difende

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Inquinamento indoor, cos’è e come ci si difende2019-07-19T13:16:42+02:00

Questa guida affronta il tema dell’inquinamento dell’aria in ambienti interni ed esamina tutti gli aspetti da considerare per proteggersi dalle sostanze dannose presenti nelle nostre case, negli uffici e in automobile. Scopri come misurare il livello di inquinamento dell’aria e come purificarla nei cinque capitoli della guida:

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Cosa è l’inquinamento indoor

Negli ultimi anni l’inquinamento indoor ha assunto una importanza fondamentale soprattutto a causa del fatto che trascorriamo la maggior parte del nostro tempo in ambienti chiusi.

Durante i giorni lavorativi il nostro solito itinerario spesso è: casa-automobile-ufficio-automobile-casa.
Nel fine settimana al massimo aggiungiamo il cinema, la pizzeria o il centro commercialeTutti luoghi al chiuso.

Se a questa constatazione aggiungiamo la falsa credenza che l’aria indoor è più pulita di quella esterna ne consegue che siamo costantemente esposti ad agenti inquinanti ma soprattutto non sappiamo di esserlo.
I motivi per cui l’aria all’interno delle nostre case è spesso più inquinata di quella esterna sono vari:

La ventilazione e il ricambio dell’aria interna è fondamentale in primo luogo perché i normali processi respirativi dell’uomo causano il consumo di ossigeno e la conseguente produzione di anidride carbonica. Tali processi avvengono sia negli animali sia nelle piante durante la notte (visto che in assenza di luce la fotosintesi non può avvenire per cui le piante producono anidride carbonica per i loro processi energetici), per cui se in casa abbiamo animali e piante dobbiamo tenerne conto ed aumentare il ricambio di aria.
L’anidride carbonica fino a concentrazioni inferiori al 5% non è tossica ma concentrazioni superiori è letale perché impedisce all’ossigeno di legarsi all’emoglobina, ed è usata per monitorare la qualità dell’aria indoor partendo dal presupposto che insieme all’anidride carbonica si accumulano molti altri inquinanti chimici ben più pericolosi e difficili da monitorare.

La ventilazione inoltre abbassa la quantità di vapore acqueo, altro prodotto del nostro metabolismo e delle nostre normali attività quotidiane, che di per sé non è pericoloso però può causare la crescita di muffe e batteri che diminuiscono notevolmente la qualità dell’aria che respiriamo soprattutto per i soggetti allergici.

Per poter usare il ricambio d’aria con l’esterno come strumento di riduzione dell’inquinamento indoor dobbiamo però prima accertarci che l’inquinamento outdoor sia più basso di quello interno: una questione di matematica. Per fare questo dobbiamo analizzare il luogo dove viviamo e capirne le caratteristiche ambientali: ad esempio se viviamo circondati da un ambiente salubre non c’è bisogno di adottare particolari precauzioni, invece se abitiamo in città o in luoghi inquinati e le campagne non sono escluse se nelle vicinanze ci sono coltivazioni intensive dove si fa uso di prodotti fitosanitari es. insetticidi, pesticidi, concimi e diserbanti, dobbiamo capire quando l’inquinamento esterno è più basso e quindi aprire le finestre.

Generalmente le ore centrali del giorno sono quelle in cui c’è una concentrazione più bassa di polveri sottili e di altri inquinanti. Altre osservazioni che possiamo fare riguarda il vento, se soffia dalla direzione della sorgente inquinante non apriamo le finestre (come nel caso della tramontana che a Taranto porta le polveri dell’acciaieria ILVA verso il quartiere Tamburi), mentre dopo la pioggia l’aria è più pulita perché l’acqua ha lavato via le polveri sottili.

Altro fattore che ostacola la dispersione delle polveri sottili nell’aria è l’alta pressione (soprattutto nei giorni invernali con nebbie e foschie al mattino) o conformazioni del territorio che favoriscono il ristagno di aria (es. Pianura Padana).

Per aiutarci a capire il livello di inquinamento dell’aria outdoor possiamo utilizzare l’AirVisual Pro, una centralina sia da interno che da esterno, che monitora il livello di polveri sottili e di CO2.

In sintesi: arieggiare gli ambienti in cui viviamo è fondamentale ma va fatto con intelligenza e cognizione di causa.

Quali sono le fonti inquinanti nella nostra casa

La presenza di fonti inquinanti nelle nostre case è insidiosa perché molti materiali contengono sostanze pericolose, la lista dei materiali incriminati è molto lunga, vediamone alcune:

la formaldeide è contenuta nella colla utilizzata per costruire il truciolato dei mobili oppure per incollare la moquette o la carta da parati.
i COV (composti organici volatili) sono contenuti in molte vernici.
il radon e l’amianto per esempio sono presenti in alcuni materiali da costruzione.
stampanti e fotocopiatrici emettono polvere di toner e COV.
il benzene è contenuto in molte colle e solventi.
molti detersivi che utilizziamo sono irritanti ed aggressivi per le mucose delle vie respiratorie e per la pelle.

Quello che possiamo fare per limitare i livelli di inquinamento causate dalle sostanze chimiche è non utilizzare prodotti e materiali che li contengono, leggiamo con attenzione i foglietti illustrativi dei prodotti, sostituiamo i prodotti incriminati con altri a minore impatto ambientale, ne gioverà l’ambiente e soprattutto noi stessi. Altra precauzione consiste nell’usare tali prodotti nelle giuste dosi, ne gioverà anche il portafoglio.

Molte attività che normalmente facciamo nascondono un risvolto inquinante, anche quelle che pensiamo possano avere un effetto positivo, come abbiamo visto prima con un abuso di detersivi che invece di pulire la nostra casa la riempiono di sostanze chimiche.

Possiamo fare un riepilogo di attività potenzialmente inquinanti:

  • passare l’aspirapolvere provoca un aumento importante delle polveri sottili perché la maggior parte degli apparecchi trattengono le polveri grossolane mentre lasciano passare quelle sottili ben più pericolose perché sono trattenute con più difficoltà dalle barriere del nostro sistema respiratorio e riescono a penetrare più in profondità. La soluzione è comprare una aspirapolvere certificata per trattenere le polveri sottili (ad acqua, con filtro HEPA…) oppure arieggiare l’ambiente dopo aver passato l’aspirapolvere.

  • ogni processo di combustione produce polveri sottili e sostanze chimiche inquinanti (COV, CO, CO2, NO, NO2…) soprattutto caminetti e stufe, ma anche i comuni fornelli a gas. L’unico modo per ridurne la pericolosità è mantenere sempre efficiente il tiraggio delle canne fumarie e utilizzare delle cappe per la cucina collegate all’esterno per espellere tutti gli inquinanti.

  • fumare è una fonte di inquinamento molto forte, non solo per chi fuma ma anche per chi subisce il fumo passivo secondario (quello emesso nell’aria dal fumatore) o terziario (quello che si deposita sui vestiti o su altri oggetti del fumatore e che vengono poi dispersi nell’ambiente). Inutile ricordare la pericolosità del fumo, basta ricordare che è la prima causa del tumore al polmone.

  • riscaldare le nostre case in inverno o rinfrescarle in estate è una necessità però si formano dei moti convettivi che sollevano la polvere e la mandano in circolo nell’aria che respiriamo. Inoltre negli impianti di condizionamento si possono annidare molti microrganismi e proliferare diventando pericolosi per la salute non solo dei soggetti allergici. Teniamo sempre puliti i filtri dei condizionatori e i radiatori dei termosifoni. Anche i livelli di umidità vanno controllati e mantenuti tra il 40% e il 60%, livelli più alti causano il proliferare di muffe mentre livelli più bassi possono provocare irritazione delle mucose respiratorie, cerchiamo di mantenere questi livelli magari aiutandoci con degli apparecchi: deumidificatori se troppa o umidificatori se poca. Consideriamo infine che il vapore acqueo viene rilasciato nell’aria dal nostro normale metabolismo o da molte attività quotidiane (cucinare, doccia…) o dalla presenza di piante o animali.

  • i nostri amici animali sono i benvenuti nelle nostre case ma sono una fonte di allergeni che nei soggetti allergici possono essere un problema. Difendiamoci con un purificatore che possa filtrare i peli e gli allergeni.

L’inquinamento nelle nostre auto

Dati ancora più allarmanti li otteniamo se analizziamo l’aria all’interno dell’abitacolo dell’automobile in cui trascorriamo almeno 1-2 ore al giorno, questo a causa del fatto che l’abitacolo è molto piccolo per cui si satura con più facilità e al fatto che l’auto si trova immersa costantemente in un ambiente molto inquinato quale il traffico cittadino.

Le sostanze inquinanti in auto sono principalmente quelle tipiche della combustione degli idrocarburi: polveri sottili, COV, CO, CO2, NO, NO2, benzene…
Anche in auto però possiamo difenderci in alcuni semplici modi:

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innanzitutto non fumiamo in auto, un ambiente così piccolo diventerà immediatamente una camera a gas, e rimarrà tale per molto tempo a causa del fumo passivo secondario e terziario.

Teniamo sempre puliti e igienizzati i filtri antipolline dell’abitacolo, eviteremo l’accumulo di polveri grossolane e pollini ed impediremo ai vari microrganismi di proliferare, questo filtro purtroppo però non è in grado di proteggerci contro le polveri sottili e i vari inquinanti gassosi.

Nel traffico teniamo l’aria in modalità ricircolo per impedire di far entrare smog ma appena possibile facciamo arieggiare l’abitacolo, infatti in generale è sempre meglio far arieggiare il più possibile l’interno per evitare l’accumulo in un ambiente così piccolo.

• Quando facciamo rifornimento teniamo i finestrini chiusi per evitare di far entrare i vapori della benzina che contengono molte sostanze tossiche e cancerogene.

• Tendiamo a privilegiare il trasporto pubblico, a piedi o in bicicletta per limitare il traffico e lo smog.

Tutte queste accortezze però sono un’arma poco efficace che ci consente solo di diminuire i livelli degli agenti inquinanti, la soluzione definitiva è quella di avere un purificatore da viaggio che collegandosi alla presa a 12v dell’auto ci possa accompagnare nei nostri spostamenti.

L’inquinamento negli ambienti di lavoro

Discorso a parte è quello che dobbiamo fare per gli ambienti di lavoro, infatti gli inquinanti sono specifici a seconda dell’attività lavorativa e dell’ambiente in cui operiamo, inoltre la qualità dell’aria indoor nei luoghi di lavoro è regolata da una specifica normativa che comprende in generale la sicurezza sui luoghi di lavoro.

Dopo questa carrellata di notizie allarmanti potremmo pensare che l’unica soluzione sia andare ad abitare in Himalaya, ma ce ne sono anche di più semplici ed economiche.

La Controlsecurity Ambiente, offre una serie completa di prodotti per monitorare e migliorare la qualità dell’aria che respiriamo in moltissimi tipi di ambienti: domestici, lavorativi, ospedalieri, professionali, auto…

Come intervenire

Il primo passo che possiamo fare è verificare lo stato dell’aria della nostra casa, utilizzando due semplici strumenti:
AirVisual Pro o il ParticleScan.

L’AirVisual Pro è in grado di monitorare le polveri sottili (PM 2,5) e la concentrazione di anidride carbonica così basta guardare il display per capire se dobbiamo aprire le finestre per arieggiare casa oppure chiuderle perché l’aria esterna è più inquinata e quindi accendere il purificatore, inoltre è gestibile in remoto dallo smartphone con una App.

L’AirVisual Pro è adatto a tutti gli ambienti indoor (case, scuole, luoghi pubblici…) ma anche ambienti outdoor per cui se siamo lontani da una centralina dell’ARPA possiamo averne una tutta nostra.

Invece il ParticleScan è un misuratore professionale ed è in grado di monitorare le polveri sottili fino a 0,3 um con estrema precisione esensibilità.

Il passo successivo dopo la verifica di una eventuale aria inquinata negli ambienti in cui viviamo è quello di purificarla.
Le soluzioni sono due:

  • se l’aria esterna è più pulita possiamo aprire le finestre.

  • se l’aria esterna è più inquinata o troppo calda o fredda possiamo utilizzare un purificatore d’aria da interni.

Studi scientifici mostrano che questi due approcci sono in grado ridurre la quantità di agenti inquinanti, ma l’approccio più efficace è quello combinato, cioè arieggiare gli ambienti (per evitare l’accumulo di sostanze inquinanti e per ricambiare l’ossigeno con l’anidride carbonica) e filtrare l’aria interna per eliminare gli inquinanti residui.

La Controlsecurity Ambiente ha in catalogo purificatori per tutti gli ambienti:

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Combinare i due strumenti per monitorare l’aria e purificarla è l’ultimo passo che ci consente di avere sempre un livello ottimale di aria pulita, per cui possiamo accendere il purificatore quando è necessario con un risparmio economico nell’uso dei filtri o di modularne la potenza in base a quanto è realmente alto l’inquinamento.

I livelli delle sostanze inquinanti o degli allergeni non sono un problema solo per i soggetti allergici o affetti da MSC (Sindrome da multi-sensibilità chimica) anche se loro sono i primi a manifestare delle patologie. L’inquinamento è dannoso anche per i soggetti sani che non hanno segni clinici perché per la maggior parte delle sostanze inquinanti non c’è una dose soglia al disotto della quale siamo tranquilli, la probabilità di sviluppare una patologia è direttamente proporzionale ai livelli di inquinamento per cui più noi siamo in grado di abbassarla più siamo protetti per il futuro.

Alla famosa frase “siamo quello che mangiamo” possiamo aggiungere anche che “siamo quello che respiriamo”.
Considerare l’inquinamento come un fattore importante nelle scelte sulla gestione quotidiana è un investimento per la nostra salute che ci ripagheremo negli anni sia in termini di benessere sia in termini economici perché iniziare subito a migliorare la qualità dell’aria che respiriamo è una scelta che possiamo fare oggi prima che domani diventi una necessità.

http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsplingua=italiano&id=4389&area=indor&menu=vuoto
• Inquinamento indoor: aspetti generali e casi studio in Italia, ISPRA, rapporto 117/2010
• Problematiche relative all’inquinamento indoor: attuale situazione in Italia, Workshop, Istituto Superiore di Sanità Roma, 25 giugno 2012
• Reducing burden of disease from residential indoor air exposures in Europe (HEALTHVENT project), Arja Asikainen, Paolo Carrer, Stylianos Kephalopoulos, Eduardo de Oliveira Fernandes, Pawel Wargocki and Otto Hänninen, Environmental Health 2016, 15(Suppl 1):35 DOI 10.1186/s12940-016-0101-8
• Comparison of Indoor Air Quality in Smoke-Permitted and Smoke-Free Multiunit Housing: Findings From the Boston Housing Authority, Elizabeth T. Russo MD1, Thomas E. Hulse MPH2, Gary Adamkiewicz, Douglas E. Levy, Leon Bethune, John Kane, Margaret Reid, Snehal N. Shah, Nicotine & Tobacco Research, 2015, 316–322 doi:10.1093/ntr/ntu146.
• Study on the Association between Ambient Air Pollution and Daily Cardiovascular and Respiratory Mortality in an Urban District of Beijing, Fengying Zhang, Liping Li, Thomas Krafft, Jinmei Lv, Wuyi Wang and Desheng Pei, Int. J. Environ. Res. Public Health 2011, 8, 2109-2123; doi:10.3390/ijerph8062109.
• The effects of air pollution on respiratory health in susceptible populations: a multilevel study in Bucaramanga, Colombia, Laura Andrea Rodriguez-Villamizar, Henry Castro-Ortiz, Juan Jose Rey-Serrano, Cad. Saúde Pública, Rio de Janeiro, 28(4):749-757, abr, 2012.
• Comparing on-road real-time simultaneous in-cabin and outdoor particulate and gaseous concentrations for a range of ventilation scenarios, Anna Leaveya, Nathan Reeda, Sameer Patela, Kevin Bradleya, Pramod Kulkarnib, Pratim Biswas, https://doi.org/10.1016/j.atmosenv.2017.07.016
https://www.theguardian.com/environment/2017/jun/12/children-risk-air-pollution-cars-former-uk-chief-scientist-warns
http://www.airparif.asso.fr/divers/exposition-en-voiture
• CONFERENZA STATO-REGIONI accordo 27 settembre 2001, Accordo tra il Ministro della salute, le regioni e le province autonome sul documento concernente: “Linee-guida per la tutela e la promozione della salute negli ambienti confinati”, (G.U. 27 novembre 2001, n. 276, suppl. ord.).
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