Recenti studi scientifici stanno mettendo in evidenza il legame tra alti livelli di inquinamento ed una maggiore probabilità di sviluppare malattie neurologiche. Come abbiamo riportato in precedenti articoli, l’inquinamento è stato storicamente considerato responsabile di un aumento significativo dell’incidenza di malattie respiratorie, cardiovascolari, allergie, tumori e in generale di una quota consistente di morti premature, ma non era mai stato associato alle malattie neurologiche e neurodegenerative classicamente connesse ad altri fattori come la predisposizione genetica, lo stile di vita o fattori di rischio ambientali.
Questo legame è stato evidenziato in un recente studio epidemiologico effettuato nella valle del Sacco, in provincia di Frosinone, da parte del Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario della Regione Lazio, dimostrando una chiara correlazione tra l’inquinamento ed alcune malattie come il Parkinson e la demenza. In particolare un maggiore rischio di sviluppare demenza è stato associato ad alti livelli di polveri sottili, benzene ed ossidi di azoto, mentre polveri sottili ed ozono sono state associate al Parkinson.
Risultati simili sono stati evidenziati da uno studio europeo effettuato in sei diverse nazioni dimostrando che una esposizione a lungo termine a livelli di inquinamento ben al di sotto degli attuali limiti previsti dalla normativa europea può contribuire ad una maggior incidenza di sviluppare il Parkinson.
Per quanto riguarda i meccanismi di azione, gli studi sono ancora preliminari, ma appare probabile che la causa generale sia l’infiammazione sistemica e lo stress ossidativo sia a livello neuronale ma anche a livello degli altri tessuti e soprattutto dei vasi sanguigni cerebrali. Da questo punto di vista, le PM2.5 (ed ancora di più le altre polveri ultrasottili) sono particolarmente insidiose perché non si fermano a livello polmonare ma sono così piccole da riuscire a passare nel sangue e successivamente in tutti gli organi, tra cui il cervello, oltrepassando la barriera ematoencefalica. Anche gli inquinanti gassosi, come gli ossidi di azoto e l’ozono, sono tra le probabili cause perché provocano uno stato di infiammazione cronica e aumentano la concentrazione dei radicali liberi a causa della loro potente azione ossidante. Come ipotesi, questo aumento dello stress ossidativo può provocare un danno al DNA e alle proteine, come la beta-amiloide nell’Alzheimer e l’alfa-sinucleina nel Parkinson, che assumono una conformazione anomala e accumulandosi possono provocare lo sviluppo della malattia. Inoltre, l’infiammazione cronica altera la permeabilità dei vasi sanguigni riducendo l’apporto sanguigno e provoca una produzione cronica di citochine infiammatorie che danneggiano i neuroni sani.
Allo stadio attuale, l’unica modo per proteggersi è la prevenzione abbassando il più possibile i livelli di inquinamento indoor negli ambienti in cui viviamo.
Tra le buone abitudini che possiamo adottare ci sono il controllo della ventilazione e del ricambio d’aria (visto che i livelli di inquinamento indoor possono essere fino a 5-7 volte più alti che all’esterno), il controllo e la riduzione delle fonti di inquinamento indoor (come le stufe, i camini a legna o le macchine a gas) e soprattutto dotarsi di un purificatore professionale d’aria.
La linea dei purificatori professionali IQAir possono contribuire a proteggerci dalle malattie neurologiche causate dall’inquinamento, rimuovendo dall’aria che respiriamo tutti gli inquinanti, sia le polveri sottili che quelli gassosi, ed in particolare i modelli specifici per le patologie neurologiche sono:
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