Inquinamento causato dalle coltivazioni agricole intensive

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Nell’immagianario collettivo la vita in campagna è sinonimo di aria pulita e salubre.
Ma siamo sicuri che sia sempre così?

Purtroppo spesso è vero il contrario, cioè la campagna dove vengono effettuate coltivazioni intensive è una fonte di inquinamento importante a livello globale e soprattutto per chi vive nelle vicinanze.

Una prima fonte di inquinamento causato dalle coltivazioni agricole intensive è costituito dai combustibili fossili utilizzati dai mezzi per la lavorazione dei terreni e per il trasporto di tutti i prodotti utilizzati. Questo tipo di emissioni sono costituite sia da gas (anidride carbonica, ossidi di azoto…) sia da particolato (PM10, PM2,5…) e le abbiamo già incontrate nella guida sull’inquinamento indoor a proposito dell’abitacolo delle automobili.

Un altro tipo di inquinamento è causato dai vari tipi di prodotti che vengono utilizzati, per esempio i prodotti fitosanitari vengono utilizzati per eliminare i parassiti come funghi, batteri, insetti…
Nel 2015 sono stati immessi in commercio circa 136 mila tonnellate di prodotti fitosanitari. Di questi il 51,1% è costituito da fungicidi, il 17,5% da insetticidi e acaricidi, il 17,1% da erbicidi e il 14,3% dai vari.  La maggior parte di questi prodotti (63,5%) vengono utilizzati nelle regioni settentrionali, in particolar modo: Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia, e Piemonte.

Proprio per evitare l’abuso di questi prodotti, è necessario un patentino che attesti la frequenza di specifici corsi in cui ne vengono spiegate le pericolosità e il corretto uso. Tale patentino è indispensabile per l’acquisto di tutti i prodotti fitosanitari classificati come tossici, molto tossici e nocivi e nel 2020 ci sarà un ulteriore stretta su molti altri prodotti.
I lavoratori che operano con i fitofarmaci hanno l’obbligo di indossare delle protezioni (tuta, guanti maschere…) e sono classificati come lavoratori esposti a sostanze pericolose e pertanto sono sottoposti ad una sorveglianza sanitaria, ma chi abita nelle vicinanze?

Infatti questi prodotti spesso vengono aerodispersi per trattare tutte le coltivazioni, ma così facendo l’aria viene inondata di prodotti chimici che sono un pericolo per tutte le persone che vivono nei dintorni.
Un altra fonte di inquinamento meno conosciuta è causata dall’uso massiccio dei fertilizzanti, basti pensare che nel solo 2015 sono stati immessi in commercio oltre 4 milioni di tonnellate di fertilizzanti, nello specifico il 56,5% dell’azoto e il 62,3% della sostanza organica sono distribuiti nelle quattro regioni della Pianura Padana (Emilia-Romagna, Veneto, Lombardia e Piemonte).
Per far crescere meglio le piante questi fertlizzanti contengono composti azotati che sono responsabili dell’inquinamento secondario con la formazione delle polveri ultrasottili come abbiamo visto nel caso degli allevamenti intensivi.

Altra fonte di polveri sottili è la combustione dei residui agricoli (si stima lo 0,1% delle emissioni di origine agricole) che libera anche grandi quantità di anidride carbonica. Per fortuna l’anidride carbonica verrà riassorbita dalla pianta nel successivo ciclo vitale ma le polveri sottili restano un problema irrisolto nella gestione degli scarti agricoli.

Infine, andrebbero modificate alcune tecniche di coltivazione intensive che da un lato garantiscono elevate rese produttive ma dall’altro hanno dei pesanti risvolti inquinanti come nel caso della tecnica di allagamento intermittente per la coltivazione del riso che provoca l’emissione di metano e ossidi di azoto attraverso la fermentazione dei composti organici presenti nel terreno. Visto che il riso occupa l’11% dei terreni coltivati, questo rende l’idea dell’enormità del problema.

In generale si è simato che l’agricoltura è stata responsabile nel 2015 del 6,9% delle emissioni totali di gas serra, espressi in CO2 equivalente ed è pertanto la terza fonte di emissioni di gas serra dopo il settore energetico e il settore dei processi industriali. Anche per quanto rigurda le polveri sottili PM10 l’agricoltura si attesta al terzo posto per le emissioni e al secondo posto per le emissioni di Benzopirene.

Quindi l’agricoltura intensiva è concausa dell’inquinamento e del riscaldamento globale e al contempo ne è vittima perchè i cambiamenti climatici stanno riducendo la resa di molte colture per mancanza di acqua, desertificazione e aumento delle temperature.

Dopo questi dati, se abitiamo in campagna vicino a coltivazioni industriali, verrebbe voglia di trasferirci in centro città o vicino ad una tangenziale. Scherziamo perchè purtroppo le città hanno spesso problemi anche più gravi.
Allora come possiamo difenderci?

Semplicemente utilizzando un purificatore d’aria professionale che ci protegga sia dalle polveri sottili ma anche e soprattutto dagli inquinanti chimici, come i purificatori IQAir Multigas della serie GC e GCX che permettono un controllo efficace di una vasta gamma di sostanze gassose con 5 differenti tipologie di filtri chimici modulabili e personificabili: dal carbone attivo granulare all’allumina granulare impregnata con filtri che vanno dai 4,2 ai 7,8 kg di materiale filtrante.