Inquinamento da microplastiche nell’aria

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Inquinamento da microplastiche nell’aria

Un tema che sta interessando recentemente gli scienziati e i medici di tutto il mondo è quello dell’inquinamento ambientale causato dalle microplastiche e dei possibili effetti sulla salute umana.

microplastiche Le microplastiche sono quei frammenti di plastica con dimensioni inferiori al millimetro, hanno ormai invaso tutti gli ambienti terrestri e marini e senza che ce ne rendessimo conto sono diventate un enorme problema, infatti recenti studi scientifici hanno evidenziato in tutto il mondo la presenza di questi frammenti anche in ambienti che si pensava fossero incontaminati.

A causa di questa enorme diffusione, le microplastiche sono entrate nella catena alimentare per cui tutti gli animali ne ingeriscono costantemente, si stima che anche noi ne ingeriamo ogni settimana l’equivalente di una carta di credito (circa 5 grammi).

Il problema di base è che le microplastiche non sono biodegradabili pur cui si frammentano in pezzi sempre più piccoli e quindi sempre più pericolosi perché possono penetrare all’interno dei nostri organi e tessuti. Quando fu inventata la plastica, la sua mancata biodegradazione sembrava che fosse un vantaggio rispetto ad altri materiali di origine naturale, però non è stato considerato che il materiale rimane invariato nel tempo ma non l’oggetto stesso, per cui l’oggetto prima o poi si romperà e quindi andrà buttato mentre la plastica che lo compone rimarrà praticamente indistruttibile. Fino a qualche anno fa questa frammentazione della plastica non si pensava che fosse un problema, anzi poteva essere un modo per degradarla in qualche modo.

Le microplastiche non derivano solo dalla frammentazione di plastiche dure ma anche dalla degradazione delle fibre sintetiche che compongono moltissimi tessuti tessili che indossiamo quotidianamente.

Inoltre microparticelle di vari materiali sono utilizzate in tantissimi prodotti di largo uso, dai dentifrici alle creme, senza che ci siano indicazioni sicure sulla loro sicurezza a lungo termine per la salute umana.

In questo articolo ci occuperemo della presenza delle microplastiche disperse nell’aria e dei loro potenziali effetti tossici. Ci occuperemo solo di questo particolare aspetto, non perché sia più pericoloso dell’assunzione per via orale, ma perché possiamo difenderci efficacemente attraverso l’uso di un purificatore d’aria professionale.

Gli articoli scientifici a riguardo sono pochissimi perché il tema è molto recente:
Pirenei -inquinamento atmosferico da microplastiche

  • in un primo articolo vengono campionate le microplastiche nella zona dei Pirenei francesi e il risultato mostra che OGNI GIORNO si depositano 249 frammenti di plastica, 44 fibre e 73 pellicole per ogni metro quadro di terreno. Inoltre questi frammenti sono in grado di essere trasportati dal vento per distanze fino a 95 km. La cosa importante da considerare è il fatto che lo studio viene effettuato in una zona montana a 1425 metri sul mare in un’area senza impianti industriali o grandi città, figuriamoci quali sarebbero i dati se analizzassimo l’aria delle città in cui abitiamo.
  • un secondo studio analizza le diverse microfibre che si trovano nell’aria delle nostre case. Le fibre rilevate sono sia di natura organica (di derivazione vegetale o animale) che di natura sintetica, ma la pericolosità di queste ultime è superiore perché contengono molte sostanze tossiche, come gli Idrocarburi policiclici aromatici. I loro effetti vanno dall’infiammazione, alla compromissione della clearance mucociliare (che è quel meccanismo di pulizia delle nostre vie respiratorie ad opera delle ciglia e del muco che li rivestono) fino ad arrivare ad effetti mutageni e cancerogeni.


In conclusione possiamo riflettere sul fatto che siamo costantemente esposti a moltissimi tipi di inquinanti di cui non avremmo mai immaginato l’esistenza.

Per questo l’unica soluzione che possa proteggere la nostra salute è l’uso di purificatori dotati di filtri HEPA. In particolare i purificatori professionali della IQAir sono in grado di trattenere particelle fino a 0,003 micron (3 miliardesimi di metro) con un efficienza del 99,5% e hanno una superficie di ben 5 mq. Questo ultimo particolare è molto importante perché il filtro possa conservare la sua efficienza nel tempo altrimenti rischiamo che il filtro si intasi rapidamente e le particelle inquinanti possano passare.

  • How Much Microplastics Are We Ingesting?: Estimation of the Mass of Microplastics Ingested. Kala Senathirajah and Thava Palanisami. University of Newcastle, 2019.
  • Atmospheric transport and deposition of microplastics in a remote mountain catchment. Steve Allen, Deonie Allen, Vernon R. Phoenix, Gaël Le Roux, Pilar Durántez Jiménez, Anaëlle Simonneau, Stéphane Binet and Didier Galop. NATURE GEOSCIENCE, VOL 12, MAY 2019, 339–344.
  • Microplastics in air: Are we breathing it in? Johnny Gasperi, Stephanie L. Wright, Rachid Dris, France Collard, Corinne Mandin, Mohamed Guerrouache, Valérie Langlois, Frank J. Kelly and Bruno Tassin. Current Opinion in Environmental Science & Health 2018, 1:1–5
2019-09-09T17:27:11+02:00Luglio 22nd, 2019|Ambiente, EVIDENZA, Inquinamento dell'aria, Salute|

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